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	<title>BeEscursionista</title>
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	<description>Solo un altro blog Edizioni BE</description>
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		<title>Parco Nazionale del Vesuvio: tra storia e natura</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 13:41:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>eleonoratedeschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Escursionisti Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Nazionale del Vesuvio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Parco Nazionale del Vesuvio è un&#8217;area di estremo interesse dal punto di vista geologico e storico risultante da grandi sconvolgimenti che hanno interessato tutta l&#8217;area della piana campana milioni di anni fa. Non particolarmente ricco di flora o di fauna, il Parco Nazionale del Vesuvio è stato istituito per difendere quello che forse è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-570" src="http://beescursionista.it/files/2011/12/Parco-Nazionale-del-Vesuvio-storia.jpg" alt="Parco Nazionale del Vesuvio storia" width="548" height="378" /></p>
<p><em><strong>Il Parco Nazionale del Vesuvio è un&#8217;area di estremo interesse dal punto di vista geologico e storico risultante da grandi sconvolgimenti che hanno interessato tutta l&#8217;area della piana campana milioni di anni fa.</strong></em></p>
<p>Non particolarmente ricco di flora o di fauna, il <a title="Parco Nazionale del Vesuvio" href="http://beescursionista.it/tag/parco-nazionale-del-vesuvio/">Parco Nazionale del Vesuvio</a> è stato istituito per difendere quello che forse è il vulcano più famoso del mondo, un territorio ricco di <strong>bellezze storico-naturalistiche</strong> che vanta anche una produzione agricola unica per la sua varietà.</p>
<p><span id="more-563"></span>Nell&#8217;area del parco sono stati catalogati oltre<strong> 230 minerali diversi</strong>. Vi si possono inoltre osservare i depositi di diverse eruzioni storiche che in seguito sono stati colonizzati dalla vegetazione.</p>
<p>Nel parco è possibile fare <strong>escursioni</strong> scegliendo tra i numerosi sentieri disponibili, tra cui:</p>
<ul>
<li><strong>La valle dell&#8217;inferno</strong> è uno dei sentieri più lunghi (arriva quasi a 10 km), gira attorno al Vallone Tagliente e permette di ammirare gli spettacolari Cognoli di Levante.</li>
<li><strong>I Cognoli di Ottaviano</strong> prevede un ampio giro che arriva al Largo Prisco passando per percorsi mozzafiato.</li>
<li><strong>La traversata del Monte Somma</strong> permette di esplorare il passato del vulcano affacciandosi sul fiume di lava del 1944 e offrendo spettacolari vedute panoramiche sul golfo di Napoli.</li>
<li><strong>La Riserva Naturale Tirone-Alto Vesuvio</strong>, uno dei sentieri più agevoli, attraversa un bosco dove si dice si trovi la baracca delle strega Amelia di Walt Disney.</li>
</ul>
<p>Fonte immagine: parks.it</p>
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		<title>Australia: scoprire il Red Center con nuove e interessanti esperienze</title>
		<link>http://beescursionista.it/558/australia-scoprire-il-red-center-con-nuove-e-interessanti-esperienze/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 14:20:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Frattini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hotel]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Northern Territory]]></category>
		<category><![CDATA[Red Center]]></category>
		<category><![CDATA[South Australia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Red Center del Northern Territory non è solo Uluru o King’s Canyon o Alice Springs. Ci sono migliaia di chilometri tra Darwin e la frontiera con il South Australia da scoprire ed esplorare… Ecco dunque quattro itinerari insoliti e particolarmente interessanti per scoprire l&#8217;arte, la cucina e la natura del nord dell&#8217;Australia. Il Daly [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-559" src="http://beescursionista.it/files/2011/02/Ayers-Rock-Northern-Territory-Australia.jpg" alt="" width="480" height="360" /></p>
<p><em><strong>Il Red Center del Northern Territory non è solo Uluru o King’s Canyon o Alice Springs. Ci sono migliaia di chilometri tra Darwin e la frontiera con il South Australia da scoprire ed esplorare…</strong></em></p>
<p>Ecco dunque quattro <strong>itinerari insoliti</strong> e particolarmente interessanti per scoprire l&#8217;arte, la cucina e la natura del <strong>nord dell&#8217;Australia</strong>. Il <strong>Daly Waters Historic Pub</strong>, per cominciare, è una <strong>vera icona del Territorio</strong> e offre un&#8217;esperienza autentica nell’<strong>outback</strong>: si tratta di un famoso pub nel mezzo del nulla, situato a situato <strong>600 km a sud di Darwin</strong>. L’ampio menu spazia da snack a veri e propri piatti, tra cui i &#8216;<strong>Great Barra Burgers</strong>&#8216;. Il pub dispone anche di alcune camere per <strong>backpackers</strong> e di una rinfrescante piscina di acqua salata.</p>
<p><span id="more-558"></span></p>
<p>In alternativa, gustate una ottima cena di 3 portate e fermatevi a osservare le stelle della Via Lattea, prendendo parte all’<strong>Earth Sanctuary Dinner &amp; Star Show</strong>, nei <strong>Western McDonnell Ranges</strong>. Questa esperienza si svolge a soli 15 minuti a sud di <strong>Alice Springs</strong> e celebra quest’anno il suo 10° anniversario. Il ristorante all&#8217;aperto è alimentato interamente a energia solare ed eolica ed è una struttura a <strong>zero emissioni di carbonio</strong>&#8230;l’ambiente è quindi <strong>privo di inquinamento</strong> e questo contribuirà a far sentire gli ospiti totalmente parte della natura circostante. Durante la cena i partecipanti potranno immergersi nell’<strong>astronomia</strong>, nell’<a href="http://www.beecosostenibile.it" target="_blank"><strong>ecosostenibilità</strong></a> e nella cultura <strong>aborigena</strong>.</p>
<p>L&#8217; operatore <strong>Intrepid Connections</strong> ha invece ideato due nuove interessanti avventure nel <strong>Red Centre</strong>. La prima, <strong>Iconic Central Australia</strong>, porta i partecipanti nel cuore del <strong>Red Centre</strong> per 4 emozionati giorni. Si passerà per <strong>Uluru</strong>, <strong>Kata Tjuta</strong> e Kings <strong>Canyon</strong>, prima di allontanarsi verso la <strong>Wallace Rockhole Indigenous Community</strong> e la<strong> Glen Helen Gorge</strong>. I pernottamenti verranno effettuati presso il  <strong>Kings Canyon Wilderness Lodge</strong> in confortevoli <strong>cabine tendate</strong>. Il secondo tour, <strong>The Ghan Adventure</strong>, è ideato per scoprire il meglio dell’<strong>Australia Centrale </strong>per poi trascorrere una notte sul leggendario <strong>Ghan</strong> che porterà i partecipanti fino a <strong>Kakadu</strong> e <strong>Litchfield</strong>. Questa avventura di 9 giorni, con una tappa anche ad Ayers <strong>Rock</strong>, è una vera e propria full immersion nella cultura più antica del mondo, alla scoperta dell&#8217;arte, delle tradizioni e delle atmosfere indigene.</p>
<p>L’<strong>outback</strong> prende vita: in questa stagione anche il <strong>Red Centre</strong> si tinge di verde! Le <strong>Red Sand Hills </strong>nel <strong>Simpson Desert</strong>, infatti, sono ricoperte di fiori e vegetazione e attirano numerose specie di uccelli. Grazie ai percorsi offerti da <strong>Ossie&#8217;s Outback 4WD Tours</strong>, i visitatori potranno essere testimoni di questo periodo speciale in cui potranno vedere, sentire, toccare e fotografare piante e animali unici.</p>
<p>Fonte immagine: Wallpapers-diq.com</p>
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		<title>Monitorare il rischio per vivere la montagna in sicurezza</title>
		<link>http://beescursionista.it/555/monitorare-il-rischio-per-vivere-la-montagna-in-sicurezza/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 13:27:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Frattini</dc:creator>
				<category><![CDATA[alpi]]></category>
		<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
		<category><![CDATA[Montagna]]></category>
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		<description><![CDATA[Corpo Forestale dello Stato e Regione Marche insieme per monitorare e prevedere il rischio valanghe. Anche in questa stagione invernale si sta ripetendo il dramma delle vittime della montagna che interessa principalmente escursionisti e sciatori spesso imprudenti. Per garantire maggiore sicurezza agli abitanti della montagna e a sciatori e turisti, il Corpo Forestale dello Stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-556" src="http://beescursionista.it/files/2011/01/sicurezza-montagna.jpg" alt="Monitorare il rischio per vivere la montagna in sicurezza" width="500" height="333" /></p>
<p><em><strong>Corpo Forestale dello Stato e Regione Marche insieme per monitorare e prevedere il rischio valanghe.</strong></em></p>
<p>Anche in questa stagione invernale si sta ripetendo il dramma delle <strong>vittime della montagna</strong> che interessa principalmente <strong>escursionisti </strong>e <strong>sciatori </strong>spesso <strong>imprudenti</strong>. Per garantire maggiore sicurezza agli abitanti della montagna e a sciatori e <strong>turisti</strong>, il<strong> Corpo Forestale dello Stato</strong> &#8211; Comando Regionale Marche e la <strong>Regione Marche</strong> &#8211; Dipartimento per le Politiche Integrate di Sicurezza e la Protezione Civile, hanno siglato un <strong>Protocollo d’intesa</strong> finalizzato al <strong>monitoraggio nivologico</strong> e alla valutazione del pericolo e del rischio valanghe nel<strong> territorio montano regionale</strong>, con particolare riguardo ai <strong>Monti Sibillini</strong>.</p>
<p><span id="more-555"></span></p>
<p>In tal modo si intende attivare le sinergie operative tra i due <strong>Enti</strong>, utilizzando la consolidata esperienza del<strong> Servizio Meteomont</strong> del <strong>C.F.S.</strong> nella previsione del <strong>pericolo valanghe</strong>, i cui dati, pubblicati nei <strong>bollettini nazionali</strong>, vengono ora utilizzati anche dal <strong>Centro Funzionale Multirischi</strong> della <strong>Regione Marche</strong> per l’elaborazione degli  avvisi di criticità e di rischio valanghe e per gestire, in tempo reale, le emergenze connesse con il<strong> rischio neve a bassa quota</strong> a favore della <strong>viabilità stradale</strong>.</p>
<p>Da quest’anno è in funzione, presso la sede del <strong>Coordinamento Territoriale</strong> del <strong>C.F.S.</strong> di Visso, il <strong>Centro Settore previsionale per l’Appennino Umbro Marchigiano</strong> che può contare sui dati dell’innevamento rilevati giornalmente da ben 10 Stazioni Meteomont, distribuite uniformemente sull’Appennino Umbro-Marchigiano.</p>
<p>Proprio per dare maggiore chiarezza informativa ai fruitori della montagna, viene pubblicato sul web un unico <strong>bollettino regionale</strong> che riporta la situazione di pericolo valanghe su tutto l’appennino marchigiano e le eventuali criticità, con particolare riferimento ai <strong>comprensori sciistici</strong>, dove, il Corpo Forestale dello Stato svolge uno specifico servizio di “vigilanza e soccorso sulle piste da sci” per far rispettare le regole di sicurezza a sciatori e snowbordisti. Tale servizio attualmente viene svolto nei comprensori sciistici di <strong>Monte Carpegna</strong> (Appennino pesarese), Frontignano di Ussita, Monte Prata di Castelsantangelo sul Nera, Pintura di Bolognola, Forca Canapine (Monti Sibillini).</p>
<p>Fonte immagine: Corpoforestale.it</p>
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		<title>Escursioni nel South Australia: visitare i Flinders Ranges</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 11:21:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Frattini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il resort Wilpena Pound porta i suoi ospiti alla scoperta dei veri Flinder Ranges, organizzando tour e escusioni emozionanti. Visitare i Flinders Ranges, la più grande catena montuosa del South Australia, significa entrare in contatto con una storia antica quanto il nostro Pianeta. La maestosa catena montuosa ha resistito all&#8217;erosione del tempo e si estende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-553" src="http://beescursionista.it/files/2011/01/Flinders-Ranges.jpg" alt="Escursioni nel South Australia: visitare i Flinders Ranges" width="550" height="367" /></p>
<p><em><strong>Il resort Wilpena Pound porta i suoi ospiti alla scoperta dei veri Flinder Ranges, organizzando tour e escusioni emozionanti.</strong></em></p>
<p>Visitare i <strong>Flinders Ranges</strong>, la più grande catena montuosa del <strong>South Australia</strong>, significa entrare in contatto con una storia antica quanto il nostro Pianeta. La <strong>maestosa catena montuosa</strong> ha resistito all&#8217;erosione del tempo e si estende per più di <strong>quattrocento chilomentri </strong>dal lago Callabonna a Crystal Brook. Ecco alcuni esempi di <strong>gite in fuoristrada</strong> di mezza giornata, con partenza al mattino o nel pomeriggio.</p>
<p><span id="more-552"></span></p>
<p><strong>Mountain Tops Spectacular</strong><br />
Un tour emozionante attraverso il magnifico scenario di <strong>Arkaba Station</strong> dove gli ospiti transiteranno per le montagne che offrono una vista spettacolare su <strong>Wilpena Pound </strong>e sugli <strong>Elder Ranges</strong>.</p>
<p><strong>Corridors Through Time</strong><br />
Questo tour porterà i partecipanti attraverso le varie <strong>ere geologiche</strong> del <strong>Flinders Ranges National Park</strong>, passando per <strong>Brachina</strong> e <strong>Bunyeroo Gorges</strong>, <strong>Aroona Valley</strong>, per osservare la <strong>fauna selvatica</strong> nel proprio habitat naturale. I più fortunati, potranno scorgere il raro <strong>Wallaby</strong> dai piedi gialli.</p>
<p>Queste invece alcune <strong>esperienze esclusive</strong> per cogliere al meglio l’essenza dell’outback del South Australia.</p>
<p><strong>Sunset Tour</strong><br />
Osservate il <strong>tramonto</strong> sui <strong>Flinders Ranges</strong>, mentre le rocce si colorano delle calde tonalità del sole. I Flinders Ranges sono considerati alcuni <strong>tra i paesaggi più belli d’Australia</strong>, una destinazione affascinante ed emozionante. È possibile osservare il meglio di questi luoghi al tramonto, quando gli animali notturni cominciano a uscire per la notte e le creature del giorno sono in cerca di un giaciglio dove dormire.</p>
<p><strong>Mountain Bike Hire</strong><br />
Avvicinatevi al paesaggio pedalando tranquillamente con la vostra <strong>mountain bike</strong>. Le biciclette possono essere noleggiate per l’intera giornata o per qualche ora e rappresentano un modo semplice e divertente per scoprire l’area, con numerosi sentieri intorno alla proprietà adatti al ciclismo.</p>
<p>Fonte immagine: Smh.com.au</p>
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		<title>Alpinismo: Addio a Walter Nones</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 09:22:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia Frattini</dc:creator>
				<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Walter ha avuto un incidente questa mattina. Non potremo piu&#8217; riabbracciarlo, possiamo solo ricordarlo per il grande uomo speciale che era&#8221;. Queste le parole di Manuela, moglie del rocciatore trentino scomparso ieri mentre era impegnato nella scalata del massiccio del Cho Oyu, il sesto monte per altezza al mondo, parte della catena dell&#8217;Himalaya.  Scrive dalle pagine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-546" src="http://beescursionista.it/files/2010/10/Walter-Nones.jpg" alt="Morto Walter Nones" width="500" height="448" /></strong></p>
<p><strong>&#8220;Walter ha avuto un incidente questa mattina. Non potremo piu&#8217; riabbracciarlo, possiamo solo ricordarlo per il grande uomo speciale che era&#8221;.</strong></p>
<p>Queste le parole di Manuela, moglie del rocciatore trentino scomparso ieri mentre era impegnato nella scalata del massiccio del Cho Oyu, il sesto monte per altezza al mondo, parte della catena dell&#8217;Himalaya.  Scrive dalle pagine del sito di Nones, e ringrazia oggi tutti coloro che sono stati vicini a lei e alla famiglia in queste ore terribili.</p>
<p><span id="more-545"></span></p>
<p>&#8220;Man mano che le ore passano mi rendo sempre più conto di quanto ci mancherà la presenza di Walter. Magnifico compagno, uomo semplice ma di grandi valori morali. Ringrazio tutte le persone che stanno vicino ai miei piccoli a me, a mamma Rita, Maurizio e a tutta la famiglia.&#8221; e ancora &#8220;Mi danno forza tutti i Vostri messaggi di vicinanza che mi stanno giungendo&#8221;.</p>
<p>Segue una breve spiegazione dell&#8217;accaduto, che riassume i racconti dei compagni di viaggio dello sfortunato alpinista: &#8220;Una prima ipotesi, ma attendiamo maggiori dettagli, è che Walter nello smontare la sua tendina è stato investito da una forte raffica di vento. Complice l’effetto vela creatosi con il telo tenda, ne abbia provocato la caduta nel vuoto.&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ciao Walter, ciao amore. Sento che nel nostro cuore ci sarai per sempre come le montagne che hai tanto amato.&#8221; questo il dolce addio della moglie al suo amato Walter.</p>
<p>Fonte immagine: Montagna.tv</p>
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		<title>Vacanze nelle Valli Olimpiche</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 15:09:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>martina bonati</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torino 2006 quattro anni dopo e senza neve. Per fuggire al caldo delle città o al caos delle spiagge, la montagna avanza le sue proposte. Le vallate torinesi &#8211; quelle, appunto, che ospitarono i Giochi Olimpici nell&#8217;inverno del 2006 &#8211; sono ormai organizzate per l&#8217;accoglienza turistica e gli stimoli non mancano. Dall&#8217;escursionismo, all&#8217;alpinismo, ai villaggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="size-medium wp-image-536    aligncenter" src="http://beescursionista.it/files/2010/07/lagolaux_est_g-300x209.jpg" alt="Il lago del Laux, in alta Val Chisone" width="300" height="209" /></p>
<p><em><strong>Torino 2006 quattro anni dopo e senza neve. Per fuggire al caldo delle città o al caos delle spiagge, la montagna avanza le sue proposte. </strong></em></p>
<p>Le vallate torinesi &#8211; quelle, appunto, che ospitarono i Giochi Olimpici nell&#8217;inverno del 2006 &#8211; sono ormai organizzate per l&#8217;accoglienza turistica e gli stimoli non mancano.</p>
<p><span id="more-535"></span></p>
<p>Dall&#8217;escursionismo, all&#8217;alpinismo, ai villaggi per famiglie, al turismo culturale, fino al divertimento giovanile. Le Valli Chisone, Pellice e Susa possono offrire, nell&#8217;arco di pochi chilometri, un mix di divertimento, relax e avventura.</p>
<p>La capacità ricettiva del territorio è elevata, una delle tante eredità olimpiche, insieme ai collegamenti stradali: diretti e veloci. Ormai Sestriere è raggiungibile da Torino in poco più di un&#8217;ora, passando per l&#8217;autostrada della Val Susa; oppure un meno di due ore con un percorso più panoramico attraverso la Val Chisone. Per chi non si vuole muovre in auto, ormai i treni FrecciaRossa collegano Torino con tutta Italia in tempi brevissimi (4 ore e 15 per Roma-Torino, ad esempio) e dal capoluogo piemontese le valli sono facilmente raggiungibili con treni regionali (uno ogni ora circa) per Pinerolo oppure Bardonecchia. Dopo, il percorso può proseguire in autobus o con navette dedicate.</p>
<p>In Alta Val Susa è attivo un parco avventura con ponte tibetano, è possibile scendere la Dora a bordo dei gommoni da rafting e si può sperimentare (anche in estate) l&#8217;ebbrezza di una discesa in bob, sulla pista olimpica, accompagnati da istruttori esperti.</p>
<p>Per la Val Chisone le proposte più succulente sono l&#8217;enogastronomia e la cultura. Tante le trattorie che ripropongono i piatti semplici della tradizione dalla bagna cauda alle caliette. Immancabile l&#8217;assaggio dei gofri: cialde croccanti farcite con prodotti locali dolci o salati. Soggiornando in valle non si può evitare la visita di Pienrolo, la città &#8220;capoliuogo&#8221; della zona, definita anche &#8220;Città di Charme&#8221;. Signorile, con le sue piazze che paiono salotti all&#8217;aperto; giovane e frizzante, con i concerti in piazza e i locali stile New York. Tanti i musei e le gallerie d&#8217;arte visitabili.</p>
<p>Per gli escursionisti, o gli alpinisti esperti, c&#8217;è solo l&#8217;imbarazzo della scelta: il territorio è pieno di percorsi di ogni grado di difficoltà. Passeggiate per famiglie, come il percorso delle Carbonaie sopra a San Pietro Val Lemina, che uniscono pannelli esplicativi culturali al refrigerio dei boschi, attorniati da panorami mozzafiato. Oppure le vie ferrate, organizzatissime sul versante della Val Susa, ma ideali a chi è già avvezzo alla frequentazione della montagna. Per gli scalatori, pareti di roccia con vie battute sono presenti nelle basse valli, verso Pienerolo e Avigliana. Famosa è la parete della Cristalliera, una classica dell&#8217;alpinismo, impegnativa e affascinante.</p>
<p>Ancora in Val Chisone è possible effettuare traversate di più giorni, segnale e organizzare per i pernottamenti: il percorso del Paisentif e uno di questi e collega la val Susa con la Val Troncea (diramazione laterale della Val Chisone).</p>
<p>Ben tre i parchi naturali che toccano il territorio: Val Troncea, Orsiera-Rocciavrè e Gran Bosco di Salbertrand. Qui gli animali si possono osservare veeramente da vicino, e non è raro salire in vetta accompagnati dagli stambecchi.</p>
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		<title>In Trentino gli hotel per escursionisti</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 10:46:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Dolomiti Walking Hotel&#8221;. Così, da oggi, saranno battezzate le strutture ricettive del Trentino che offrono ospitalità e servizi studiati, in particolare, per gli escursionisti e gli amanti della montagna e dell&#8217;outdoor. Il marchio, nato da un&#8217;iniziativa degli stessi albergatori, sempre più attenti alla qualità e alla specializzazione, è stato approvato nei giorni scorsi dalla Giunta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">&#8220;Dolomiti Walking Hotel&#8221;. Così, da oggi, saranno battezzate le strutture ricettive del Trentino che offrono ospitalità e servizi studiati, in particolare, per gli escursionisti e gli amanti della montagna e dell&#8217;outdoor.</p>
<p>Il marchio, nato da un&#8217;iniziativa degli stessi albergatori, sempre più attenti alla qualità e alla specializzazione, è stato approvato nei giorni scorsi dalla Giunta provinciale di Trento e, secondo Tiziano Mellarini, assessore provinciale al Turismo, &#8220;sarà uno strumento d&#8217;eccellenza&#8221; per il settore alberghiero regionale.<br />
<span id="more-519"></span><br />
L&#8217;idea alla base del consorzio, infatti, è quella di trasmettere ai turisti la passione per la montagna e condurli alla scoperta del Trentino più autentico, delle sue tradizioni, della cucina tipica e soprattutto dei suoi sentieri, che conducono in veri e propri angoli di paradiso.</p>
<p>Nei Dolomiti Walking Hotel, sarà possibile noleggiare l&#8217;attrezzatura da montagna come zaini, borracce e bastoncini da trekking. Gli albergatori sapranno consigliare gli ospiti sulle escursioni da fare nella zona, organizzeranno gite settimanali e metteranno a disposizione una biblioteca di montagna con cartine e guide naturalistiche. Pranzi e colazioni saranno tutti a base di prodotti tipici e genuini.</p>
<p>Al momento, il consorzio raccoglie una quindicina di strutture, sparse nelle zone di Val di sole, Val Rendena e Madonna di Campiglio, Dolomiti Di Brenta, Val di Fiemme, San Martino di Castrozza, Passo Rolle, e Val di Fassa.</p>
<p>In Trentino, esistono altri due marchi indicativi di alberghi specializzati per determinate clientele: Giocovacanza, dedicato alle famiglie, e Cuore Rurale, formato da piccole strutture che promettono una calda accoglienza ai visitatori</p>
<p style="text-align: justify">
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		<title>Alpi, è allarme insetticidi</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 10:10:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Troppi insetticidi sulle immacolate nevi delle Alpi. Questo l&#8217;allarme lanciato dai ricercatori del progetto europeo Monarpop, che hanno analizzato la distribuzione altimetrica degli inquinanti organici persistenti, definiti &#8220;Pop&#8221;, e hanno scoperto che le Alpi sono il luogo dove la loro concentrazione è in assoluto più alta. Il &#8220;Pop&#8221; più famoso è probabilmente il Ddt, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-521" style="margin: 5px" src="http://beescursionista.it/files/2009/03/campioni.jpg" alt="" width="250" height="173" /><em><strong></strong></em></p>
<p style="text-align: justify"><em><strong>Troppi insetticidi sulle immacolate nevi delle Alpi. </strong></em></p>
<p style="text-align: justify">Questo l&#8217;allarme lanciato dai ricercatori del progetto europeo Monarpop, che hanno analizzato la distribuzione altimetrica degli inquinanti organici persistenti, definiti &#8220;Pop&#8221;, e hanno scoperto che le Alpi sono il luogo dove la loro concentrazione è in assoluto più alta.<br />
<span id="more-520"></span><br />
Il &#8220;Pop&#8221; più famoso è probabilmente il Ddt, ma la categoria comprende molti altri tipi di inquinanti, tra i quali figurano insetticidi e prodotti chimici industriali. Si tratta di sostanze inquinanti difficilmente degradabili, che persistono a lungo nell&#8217;ambiente e finiscono nella catena alimentare, provocando nel lungo termine danni alla salute come cancro, danni al sistema endocrino, anormalità riproduttive, e disordini neurologici.</p>
<p style="text-align: justify">Una dozzina di queste sostanze è ormai proibita in quasi tutti gli stati, ma la loro presenza nel terreno e nell&#8217;atmosfera è costantemente monitorata. A livello europeo, se ne occupa il progetto Monarpop, avviato dall&#8217;Ue con Austria, Germania, Italia, Slovenia e Svizzera: i ricercatori campionano in modo periodico circa 40 siti alpini remoti, a diverse quote, e con le analisi tentano di stabilire sia la quantità che la provenienza delle sostanze inquinanti.</p>
<p style="text-align: justify">Gli ultimi rilevamenti scientifici &#8211; rivolti ad identificare la presenza di una trentina di Pop nell&#8217;aria, nel suolo e negli aghi di conifera &#8211; hanno mostrato una concentrazione sorprendentemente elevata di queste sostanze sulle Alpi. Il rapporto parla di livelli di Ddt ben dieci volte superiori a quelli riscontrati nei fondovalle.</p>
<p style="text-align: justify">Le ragioni di questi dati sono allo studio, ma con ogni probabilità una delle principali motivazioni è l&#8217;effetto barriera della catena alpina, che tende ad &#8220;intercettare&#8221; gli inquinanti presenti nell&#8217;atmosfera, che poi si depositano alta quota. Secondo i ricercatori, inoltre, le aree fredde d&#8217;alta quota sarebbero un luogo particolarmente adatto per l&#8217;accumulo di queste sostanze.</p>
<p style="text-align: justify">&#8220;A basse temperature le particelle inquinanti rimangono più facilmente incollate alla vegetazione e al suolo &#8211; ha spiegato Norbert Kräuchi dell&#8217;Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio a Swissinfo -. Inoltre in montagna le precipitazioni sono mediamente più abbondanti che nelle zone di pianura. Si tratta spesso di inquinanti che provengono da migliaia di chilometri di distanza. Le soluzioni al problema, quindi, vanno ricercate a livello internazionale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify">[fonte: montagna.tv]</p>
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		<title>Alpinismo, Meroi e Benet cambio di programma per via dei disordini</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 10:10:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[alpinismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Cambio di programma in corsa per Nives Meroi e Romano Benet. I due alpinisti tarvisiani, partiti dall&#8217;Italia per salire in Kangchenjunga, sono stati fermati dalle rivolte maoiste che hanno bloccato la via verso il campo base. E così, in quattro e quattr&#8217;otto, hanno deciso di cambiare destinazione e di puntare direttamente all&#8217;Annapurna, 8.091 metri, dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class="alignleft size-medium wp-image-517" style="margin: 5px" src="http://beescursionista.it/files/2009/03/nives-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /><em><strong></strong></em></p>
<p style="text-align: justify"><em><strong>Cambio di programma in corsa per Nives Meroi e Romano Benet. </strong></em></p>
<p style="text-align: justify">I due alpinisti tarvisiani, partiti dall&#8217;Italia per salire in Kangchenjunga, sono stati fermati dalle rivolte maoiste che hanno bloccato la via verso il campo base. E così, in quattro e quattr&#8217;otto, hanno deciso di cambiare destinazione e di puntare direttamente all&#8217;Annapurna, 8.091 metri, dove hanno intenzione di scalare la temibile parete Sud.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-516"></span></p>
<p>La Meroi e compagni erano sbarcati a Kathmandu il 16 marzo, con una situazione &#8220;abbastanza disastrosa&#8221;. In città mancavano acqua, elettricità e carburante e l&#8217;inquinamento, nelle scorse settimane, ha raggiunto livelli altissimi. Nell&#8217;intero paese circolano notizie di disordini sparsi e sommosse da parte dei maoisti, ma nessuno immaginava che questo potesse influire sulle spedizioni alpinistiche.</p>
<p>Invece, un gruppo di rivoltosi che sta creando disordini nella zona del Kangchenjunga ha bloccato i portatori della spedizione italiana che stavano salendo al campo base.</p>
<p>&#8220;Abbiamo mandato su Prem e Badhur, il cuoco e l&#8217;assistente &#8211; racconta la Meroi -. Sono stati bloccati dai maoisti lungo il tragitto. Per fortuna ora sembra che li abbiano liberati e ci stanno per raggiungere all&#8217;Annapurna&#8221;.</p>
<p>E così, la Meroi e Benet hanno deciso di cambiare immediatamente strada, per non perdere giorni preziosi. Hanno puntato all&#8217;Annapurna, un altro ottomila che manca alla collezione di entrambi, e che si trova dall&#8217;altra parte del Nepal, dove la situazione è più tranquilla.</p>
<p>Intanto, la Meroi e Benet sono quasi vicini al campo base dell&#8217;Annapurna, ma finchè non avranno materiale non potranno installarlo. Si trovano all&#8217;ultimo lodge, sito a 4000 metri di quota. Mentre aspettano si acclimateranno sulle cime vicine.</p>
<p style="text-align: justify">[fonte: montagna.tv]</p>
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